ISO 27001 vs NIS2:Quali sono le differenze e perché la certificazione non basta più

Molti imprenditori e responsabili IT in queste settimane si stanno ponendo la stessa domanda: “La mia azienda è già certificata ISO 27001, siamo a posto anche per la nuova direttiva europea NIS2?”.
La risposta breve è: No.
Anche se avere la certificazione ISO 27001 è un vantaggio competitivo straordinario e copre gran parte dei requisiti di sicurezza, la NIS2 introduce obblighi di legge, tempistiche e responsabilità legali che la norma ISO – per sua natura volontaria – non prevede.
Vediamo insieme quali sono le differenze macroscopiche tra iso 27001 e NIS2, cosa deve fare un'azienda per non rischiare sanzioni.
- Natura Giuridica: Volontarietà vs Obbligo di Legge La differenza fondamentale sta alla radice dei due strumenti:ISO 27001: È uno standard internazionale su base volontaria. Un’azienda decide di certificarsi per migliorare i propri processi, presentarsi meglio sul mercato o partecipare a determinati bandi di gara. NIS2: È una direttiva europea obbligatoria. Se la tua azienda rientra nei parametri previsti (settori critici, oltre 50 dipendenti o più di 10 milioni di € di fatturato), adeguarsi non è una scelta. La mancata conformità comporta sanzioni amministrative e blocco delle attività.
- Di chi è la responsabilità? Il ruolo del CdA. Questo è il punto di svolta che sta preoccupando i vertici aziendali. Nella ISO 27001, l’alta direzione deve dimostrare “leadership” e commitment verso il Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni (SGSI), ma in caso di data breach l’azienda rischia principalmente un danno reputazionale o la revoca del certificato. Con la NIS2, la responsabilità è diretta e personale dei membri del Consiglio di Amministrazione (C-Level). Gli amministratori rispondono legalmente (e patrimonialmente) delle carenze di sicurezza e rischiano la sospensione temporanea dalla carica in caso di gravi inadempienze. Inoltre, la NIS2 impone l’obbligo di formazione per i vertici aziendali.
- La gestione degli incidenti e la regola delle 24 ore. Il sistema di gestione delle notifiche è l’aspetto più stringente della nuova normativa.ISO 27001: Richiede di gestire gli incidenti di sicurezza in modo strutturato, analizzarli e registrarli per il “miglioramento continuo”, ma non impone tempistiche rigide di notifica verso l’esterno.NIS2: Impone un sistema di allerta rapidissimo verso le autorità nazionali (in Italia lo CSIRT/ACN). In caso di incidente significativo, l’azienda deve inviare un pre-allarme entro 24 ore e una notifica completa dell’evento entro 72 ore. Un meccanismo che richiede procedure interne collaudate e attive H24.4. La Supply Chain (Catena di Fornitura). La NIS2 estende i confini della sicurezza oltre il perimetro della singola azienda.ISO 27001: Prevede il controllo dei fornitori (A.5.19 e successivi della versione 2022), ma lascia all’azienda la libertà di definire il livello di severità di questi controlli in base alla propria analisi del rischio.NIS2: Obbliga le aziende a farsi carico della sicurezza dei propri fornitori. Se un partner o un fornitore di servizi ICT non è sicuro, l’azienda commette un illecito normativo. Questo significa che anche le piccole imprese, se forniscono aziende in ambito NIS2, dovranno adeguarsi per non essere escluse dai contratti.
Se la tua azienda è già certificata ISO 27001, hai già percorso il 70% del cammino. Non devi buttare via il lavoro fatto, ma devi effettuare un’attività di Gap Analysis per integrare ciò che manca: le procedure di notifica rapida, la contrattualistica della supply chain e la formazione specifica per il Board.
Se invece parti da zero, la NIS2 è l’occasione perfetta per implementare un sistema di sicurezza solido che possa, in futuro, portarti facilmente anche alla certificazione ISO.
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